Giovani portieri

giovani portieri

Il ruolo del portiere

Il ruolo del portiere nel calcio è, fra tutti i ruoli, il più giovane. Storicamente lo si fa risalire intorno al 1871 in Inghilterra specificatamente a Londra. A questo elemento si diede la possibilità di poter intervenire sul pallone anche con le mani. Già da questo fatto si può comprendere la netta differenziazione che c’è tra il ruolo del portiere e di tutti gli altri giocatori, anche il modo di abbigliarsi diverso da tutti gli altri mette in evidenza la grande differenza di questo ruolo.

Tali differenze, nel corso degli anni, si sono accentuate evidenziato maggiormente la specificità del ruolo. È chiaro che il portiere, essendo delegato a compiti primari, quali la difesa della porta, la copertura dell’area di rigore (il più possibile), e potendo usufruire delle mani, e dovendo operare in spazi diversi rispetto ai compagni, dovrà avere dei requisiti fisici (atletici), tecnici, tattici, mentali, particolari.

Di conseguenza anche la tipologia di preparazione specifica dovrà essere appropriata in ogni sua compente, diversa dagli altri giocatori soprattutto sotto il profilo tecnico specifico.

Il ruolo del portiere, in questi ultimi decenni ha subito grande trasformazioni, tattiche, tecniche, fisiche, psicologiche, ciò dovuto a vari fattori e, principalmente, all’aumentata statura media, al nuovo modo dei tecnici di intendere il calcio e quindi al coinvolgimento maggiore del portiere nella parte tattica. Anche le modifiche regolamentari hanno inciso notevolmente sulla trasformazioni del ruolo (uso limitato delle mani, ecc). È evidente che tutto ciò hanno forzatamente modificato anche la preparazione specifica del ruolo.

Oggi un portiere moderno, oltre alla prerogative storiche del ruolo (mani, tuffo, ecc) deve possedere requisiti tecnici di base (saper calciare, stoppare, rilanciare ecc), e deve aver conoscenze del gioco (tattica), in quanto spesso viene usato per esempio come primo attaccante.

In considerazione poi del miglioramento della struttura fisico – atletica media la preparazione fisica specifica va particolarmente curata. Oggi elementi di mt 1,85-1,90 ecc devono avere la stessa reattività , agilità adeguata come se fossero dei normotipi mt 1,75-180 più agevolati sotto questo profilo.

Anche l’aspetto mentale o psicologico ricopre nell’ambito del ruolo del portiere un aspetto importantissimo, infatti l’età media dei portieri chiamati a difendere la porta è diminuita rispetto al passato, con tutte le problematiche del caso, poca esperienza nel giocare, nel subire pressione interne ed esterne dopo un errore, ecc.
Dopo questa semplice premessa sul ruolo del portiere ora andiamo ad analizzare gli aspetti del ruolo

Gli aspetti del ruolo

  • Fisico
  • Tecnico
  • Tattico
  • Psicologico

Alcuni di questi aspetti sono comuni a portieri che giocano in campionati diversi come numero di giocatori (5/7/9/11) altri soprattutto quelli tattico e psicologico (in alcuni suoi aspetti) sono propri del tipo di campionato effettuato.

Aspetto Fisico

Qualità fisiche del portiere:
Velocità: qualità grazie alla quale si effettuano movimenti nel minor tempo possibile
Agilità: capacità di compiere gesti complessi nei quali vi è l’intervento di varie parti del corpo
Rapidità: capacità di compiere gesti in tempi minimi
Scatto: capacità di accelerare il corpo in uno spazio breve
Resistenza velocità: capacità di compiere lavoro a velocità elevate
Flessibilità: intesa come capacità di compiere movimenti di grande ampiezza
Equilibrio: capacità di mantenere il corpo in posizione stabile ( statico e dinamico)
Forza di stacco: capacità che permette all’individuo di proiettare il proprio corpo i per mezzo della spinta dei piedi
Potenza muscolare: qualità grazie alla quale si riesce a vincere la forza contrastante del proprio corpo, riuscendo così a compiere gesti atletici e tecnici di qualità,(nel portiere occorre un potenziamento muscolare di ordine generale )

Aspetto Tecnico

La tecnica è fondamentale nel gesto della parata, sia essa di facile esecuzione o di esecuzione complessa, ed è comune a tutti i modi gioco (11/9/7/ 5)
Il sapere se ricevevere una palla a pollici esterni od interni, raccoglierla in posizione binaria o spingere con la gamba direzione palla, ed altro, fa si che il portiere riesca a compiere la parata in modo semplice ed efficace, ed è quello che si chiede al portiere.
Ecco che l’allenatore deve sempre in ogni allenamento riprendere questo aspetto, sotto forma di riscaldamento, di gioco o più specificatamente di seduta.

Aspetto Tattico

Questo è un aspetto che varia dal campionato a cui si partecipa (5/7/9/11). E dall’età del portiere
Es. un portiere in un campionato a 11 /9 deve giocare più alto, lavora di più su cross, deve avere un buon rinvio da terra o palla in mano, deve essere bravo a leggere o creare situazioni di fuorigioco rispetto ad un portiere che partecipa ad un campionato a7o a5, di rimando un portiere a 7/5 deve possedere buoni piedi per aiutare i compagni nel girare palla, o deve essere bravo a calciare direttamente in porta, molto reattivo tra i pali ecc.

Aspetto Psicologico

La figura del portiere è essenzialmente votata al protagonismo, si nota non solo come appare (maglia diversa, guanti, uso delle mani, voce, ecc), ma anche dalla posizione che ha in campo, che lo individua come ultimo ostacolo agli attacchi avversari.

Insomma nel bene o nel male è difficile che la sua prestazione passi inosservata.
La sua visibilità, unità alla delicatezza del ruolo, comporta la capacità non solo di assumersi precise responsabilità, ma anche di farlo con rapidità di analisi della situazione, decisione ed azione.

La sua responsabilità non è solo limitata alla propria prestazione, ma anche a quella del reparto difensivo che collabora con lui, e che lui è chiamato ad organizzare visto la posizione ricoperta in campo, da ciò si può dire che il portiere deve possedere una spiccata attitudine al comando, che chiaramente deve essere riconosciuta dai compagni, e tale leadership va guadagnata con prestazioni.

Per svolger efficacemente il proprio lavoro il portiere deve riuscire sopportare dei carichi ansiogeni non comuni, dovuto al fatto che egli per lungo periodo non partecipa attivamente alla gara (non tocca neppure la palla) è quindi impossibilitato scaricare la tensione fisica accumulata.

Ovviamente deve mantenere il livello di attenzione elevato per la durata di tutta la gara, un buon metodo è quello di vivere la gara con i compagni( soprattutto nei portieri giovani se non impegnati si distraggono spesso, vedendo amici genitori..).

Un buon banco di prova per la stabilità emotiva del portiere è la sua reazione in caso di proprio errore anche grossolano “papera”.

Bisogna pertanto che un portiere sia sempre in grado di recuperare la propria autostima, anche perché una rete subita indipendentemente dalla responsabilità del singolo, è di per sè motivo di frustrazione, ed è vissuta come colpa o fallimento.

Ultimo aspetto importante per il portiere è il coraggio, essendo frequentemente chiamato a interventi acrobatici ed a scontri con avversari lanciati a rete.

Anche gli aspetti sopra descritti variano dal campionato in cui si partecipa.
IL portiere a 5/7 è molto sollecitato in gara ha meno tempo per distrarsi, può commettere un errore durante la gara ma nella stessa gara può riscattarsi immediatamente , quindi meno soggetto a pressione post gara , ha possibilità maggiori di effettuare parate che lo rendano sempre più sicuro , ciò perché il numero di tiri nello specchio della porta è nettamente superiore che in un torneo a 9/11
Il portiere a 9/11 vive situazioni meno frenetiche sotto il profilo fisico (minor numero di parate),ma è molto più sollecitato dal punto di vista tattico .
Ha più possibilità di distrarsi, e in caso di papera ha meno possibilità di riscattarsi nell’immediato.

La figura dei giovani portieri

Chiacchieriamo un po’ sulla figura dei giovani portieri, sia sotto l’aspetto tecnico, tattico e psicologico.

La giusta formazione (tecnica, tattica e psicologica) del giovane portiere assume una grande importanza durante l’intero suo percorso da giocatore; se male programmata o se scimmiottata da aspetti derivanti dal calcio adulto, potrebbe influenzare in modo negativo il giovane portiere e conseguentemente le varie fasi del suo apprendimento..

Per questo motivo bisogna evitare di lavorare con il giovane portiere come se si lavorasse con degli adulti e soprattutto evitare di creare eccessive attese o ansie che porterebbero a cocenti delusioni conseguenti a prestazioni inadeguate, con inevitabili allontanamenti precoci dal ruolo.

Importantissimo è nella crescita continua del giovane o giovanissimo portiere, correggere in modo sistematico gli errori, (tecnici, motori, tattici, ecc) sempre usando un tono positivo e incoraggiandolo a ragionare sull’errore fatto e su come superare l’errore…

Il mostrare il gesto corretto, tecnico, motorio, tattico, da parte dell’istruttore è fondamentale per migliorare il giovane portiere e ciò fa sì che l’allievo entri ancora più in sintonia con lui.

Per finire saper programmare una stagione di lavoro in modo corretto e saperla programmare sopratutto in funzione dell’età, delle capacità dei giovani portieri, è un ottimo modo di iniziare e di proseguire nell’insegnamento del ruolo.

Per impostare un’ adeguata programmazione bisogna, prendere in considerazione gli aspetti essenziali che caratterizzano il ruolo del portiere in ambito giovanile e cioè:

  • l’evoluzione motoria
  • l’azione tecnica
  • lo spazio d’azione (cambia a secondo del campionato che si gioca,che è legato all’età)
  • la tattica (cambia a secondo del campionato che si gioca,che è legato all’età)
  • il regolamento di gioco. (cambia a secondo del campionato che si gioca,che è legato all’età)

Valutando questi aspetti, si potranno proporre cicli di lavoro adeguati che costantemente dovranno migliorare progressivamente il portiere ed a far crescere in lui lo stimolo alla ricerca delle soluzioni ai problemi che l’istruttore metterà di volta in volta nelle esercitazioni .Inoltre la valutazioni degli aspetti descritti consentirà al preparatore di adattare le logiche del ruolo alle caratteristiche del giovane, il quale, in nessun caso, dovrà essere trattato come un piccolo adulto ma solo ed essenzialmente per ciò che è realmente; in questo senso si dovrà considerare che:

  • le caratteristiche psicologiche del giovane sono in piena fase evolutiva, e non è possibile prevedere i futuri sviluppi della sua personalità
  • le capacità fisiche sono poco sviluppate
  • per ogni età esistono differenze intrinseche che quotidianamente evidenziano diversi interessi e diversi bisogni.

Pertanto, ogni istruttore deve capire che questo periodo è un momento di grande importanza nel processo formativo del giovane portiere, si dovranno rispettare una serie di principi educativi, psicologici e metodologici di formazione che adeguatamente integrati tra loro favoriranno una reale crescita globale del giovane portiere.

Elementi e criteri generali per la programmazione del lavoro

Il lavoro che propongo nella scuola Portieri è frutto della mia esperienza come allenatore di giovani portieri in vari settori giovanili sia professionistici che dilettanti e il lavoro da me svolto anche con portieri di prima squadra sia professionisti che dilettanti.

Il lavoro parte dalla convinzione che il principale obiettivo della preparazione del giovane portiere è quello di uno sviluppo generale delle capacità TECNICHE proprie del ruolo (prese, tuffo, ecc) e dell capacità MOTORIE (Condizionali e Coordinative) in un contesto di educazione e formazione globale della personalità.

Il lavoro si basa su questi concetti importanti:

  • Alimentare nei giovani portieri la vera passione per il ruolo del portiere
  • Fornire un solido bagaglio di strumenti e competenze specifiche del ruolo che gli permettano di confrontarsi, con motivazione e fiducia nei propri mezzi, con le prerogative del ruolo.
  • Utilizzare sistemi di valutazione finalizzati ad evidenziare carenze e attitudini di ciascun allievo in modo di definire la didattica del lavoro e monitorando cosi il suo percorso formativo
  • Utilizzo di metodi didattici di facile apprendimento e aperti alla partecipazione attiva dei ragazzi

Arturo Rino Consonni

La Scuola Portieri dell’Accademia Calcio Milano

Si propone di offrire una formazione completa a tutti gli aspiranti portieri di calcio, con allenamenti tecnici, preparazione atletica e perfezionamento della condizione psicologico/attitudinale, così da facilitare l’inserimento dei giovani portieri nelle compagini calcistiche delle leghe professionistiche e non.

Importante sapere quale tipo di campionato il portiere sta svolgendo, e quante sedute di allenamento egli può effettuare, poiché in base a queste precisazione si può organizzare una programmazione di lavoro mirata .
Altra situazione molto importante da tenere in considerazione per effettuare un lavoro mirato sulla crescita del ragazzo è l’età dello stesso,ciò perché non si può lavorare allo stesso modo con un ragazzo di per es. 10 anni, come con uno di 16 pur tenendo conto che alcuni aspetti del ruolo sono comuni ,ma il modo di farli apprendere e di migliorarli deve essere diverso (esercitazioni mirate alla età).